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Cenni
Storici
Il
paese di Scurelle si trova in una splendida posizione naturale, in una
delle anse più ampie dell'intera Valsugana. In posizione interamente
pianeggiante con ottima esposizione a Sud, Scurelle sorge ai piedi della
collina che sale dolcemente fra prati e castagneti fino alle pendici di
Monte Cima.
Definito da sempre " La Nizza della Valsugana" proprio per la
sua fortunata posizione, si è ritenuto che il centro abitato sia
sorto in epoca molto antica; nelle sue vicinanze furono infatti trovati
frammenti di vasi fatti risalire al V° sec A.C.
La nascita e lo sviluppo di questo primo embrione di vita comunale si
localizzano nella zona ad Est del Torrente Maso, basati soprattutto sulla
pastorizia, sull'alpeggio e sull'uso del patrimonio boschivo.
Non si conosce il nome primitivo dato all'insediamento ma si ritiene che
il significato di quello attuale derivi dalla parola latina Scura,ae che
significa stalla, scuderia.
Il paese era dominato dal "Castelliere o Castellare", fortificazione
difensiva e di controllo nelle cui vicinanze passava un'importante via
di comunicazione ritenuta da numerosi studi storici la Via Claudia Augusta
Altinate.
Questa altura a Nord del paese occupata da una piccola frazione è
denominata ancor oggi Castellare. Sullo sperone di roccia che da questa
località domina la pianura di Scurelle, sorgeva il Castel Nerva
denominato anche Castello di S. Martino, distrutto nel 1365 durante la
guerra tra i conti del Tirolo e Francesco da Carrara. Al suo posto sorge
ora una casa di abitazione privata ma alla base delle mura perimetrali
si scorgono ancora i resti di archi e delle antiche mura del castello.
Durante le invasioni barbariche i paesi della Valsugana subirono la dominazione
longobarda e più tardi furono teatro di guerra tra guelfi e ghibellini.
La famiglia dei Conti di Scurelle che esercitarono il potere sul paese,
ebbe dopo queste vicende rapida decadenza e già intorno a 1310
non comparivano più nelle vicende storiche del paese.
Le molte guerre e le continue dominazioni che si susseguirono nel tempo
causarono un diffuso malcontento fra la popolazione suscitando anche tentativi
di rivolta.
Intorno al sedicesimo secolo finalmente si arriva ad un periodo di relativa
calma durante il quale nel paese si sviluppa una notevole intraprendenza
agricola commerciale ed industriale.
Il territorio era uno dei più fertili della Valsugana e la sua
posizione pianeggiante favoriva gli scambi e la nascita dei primi nuclei
produttivi.
Nasceva di conseguenza la necessità di porre un ordinamento normativo
all'interno della comunità per regolamentare la vita sociale e
tutelare nel contempo gli interessi sia pubblici che privati.
Risale al 9 novembre 1552 la prima stesura scritta della "Regulae
Communitatis Scurellarum" meglio conosciuta come "Carta di Regola"
del Comune di Scurelle, una sorta di vero e proprio codice legislativo
che pare esistesse già da tempo e che finora era stato tramandato
oralmente.
E' la più antica delle Regole della Valsugana; l'introduzione e
la conclusione sono scritte in latino mentre il testo è compilato
in volgare e si divide in tre parti:
La Regola del Piano che comprende gli ordinamenti e le prescrizioni riguardanti
i prati ed i campi coltivati, gli animali, e le piante.
La Regola del Monte che comprende gli ordinamenti riguardanti i boschi
ed i pascoli.
La terza parte riguarda le disposizioni sulle tasse.
Per ogni norma contenuta in questi tre capitoli, la Regola prevedeva anche
le sanzioni in caso di inosservanza.
La versione originale della Carta di Regola del 1552 andò distrutta
mentre esiste ancora una splendida copia del 1686, fedele riproduzione
dell'originale. Il Codice di carta pecora ancora ben conservato, fu redatto
in occasione della "riconferma" del 2 ottobre 1689, una sorta
di revisione del testo normativo, effettuata da Carlo duca di Latoringia.
Fu pure riconfermata nel 1750 da Maria Teresa d'Austria.
Della fine del 1600 è uno dei pochi monumenti risparmiati dalla
devastazione subita dal paese durante la Prima Guerra Mondiale: una splendida
fontana in calcare bianco e rosa esistente all'interno del cortile di
casa Micheli (Biargi) in Via Poltacchini, ai piedi dell'altura sulla quale
si trova la chiesetta di S.Valentino.
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Fontana
Casa Biargi
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Del
1660 è la costruzione del "Roccolo", un capannno di caccia
probabilmente anticamente di proprietà dei signori di Ivano che
si trova in località Lagarine nei pressi dell'odierna Zona Artigianale.
Molto interessanti sono i bassorilievi al suo interno rappresentanti scene
di caccia.
Intorno al 1700 grande importanza ebbe la coltivazione del gelso e l'allevamento
del baco da seta tantochè verso la metà del secolo sorgeva
un fiorente filatoio ad opera dei fratelli Ferrari di Bassano.
In seguito, accanto al filatoio venne aggiunta una cartiera che produceva
carta pregiata grazie all'ottima qualità della sorgente d'acqua
esistente nei pressi dello stabilimento.
Lungo il corso della roggia industriale che attraversa tutt'oggi il paese,
sorsero anche un'officina di fabbro ferraio, dall'inizio del 1900 di proprietà
della famiglia Rigotti. L'officina è ancora perfettamente conservata
ed i suoi macchinari sono mossi ancora grazie alla forza dell'acqua.
Sempre lungo il corso della Roggia fu costruito anche un molino ed una
segheria oltre a due centraline per la produzione di energia elettrica.
Questo fervore industriale portò un certo benessere in paese che
fu però interrotto dalle grandi inondazioni del 1825 e del 1882
che provocarono grandi danni agli stabilimenti ed alla campagna cosicchè
molti furono costretti ad emigrare verso terre anche molto lontane: Stivor,
Argentina, Vorarlberg
Agli inizi del 1900 le attività economiche-industriali ripresero
con rinnovato vigore ma furono subito interrotte da un evento catastrofico:
lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Il paese di Scurelle che finora aveva fatto parte dell'Impero Austro-ungarico
si venne a trovare proprio nel mezzo dei due fuochi dal maggio del 1915,
data dell'entrata in guerra dell'Italia, al novembre 1917 quando, a seguito
della disfatta di Caporetto, le truppe italiane si ritirarono sul Monte
Grappa.
Completamente incendiato e distrutto dai bombardamenti, il paese, al termine
del conflitto, si presentava come una desolante distesa di cumuli di macerie,
tanto che venne definito dallo storico Ottone Brentari, "il cimitero
del Trentino" .
Già nei primi anni '20 il paese venne completamente ricostruito
e con esso anche gli stabilimenti industriali che ripresero la loro produzione
limitando così in qualche modo il fenomeno dell'emigrazione.
Nel 1928, a seguito di un decreto del governo di Mussolini, il paese perse
la sua autonomia venendo aggregato al Comune di Strigno. Avverso questa
decisione tutto il paese insorse ma senza poter fare niente per il ferreo
controllo del regime.
La coraggiosa marcia delle donne di Scurelle che, in corteo si recarono
a Borgo presso il Consiglio Federale del Fascio, riuscì a portare
all'Amministrazione separata , ma solo nel 1946, dopo la caduta del fascismo,
si ritornò alla completa autonomia comunale.
Dopo l'ultima guerra il paese ebbe un graduale e notevole sviluppo economico
e sociale. Accanto alla ormai secolare presenza dell'industria cartaria
sono sorte in paese numerose altre aziende la maggiore delle quali opera
nella produzione di serramenti in plastica. Negli ultimi vent'anni si
sono affiancate numerose altre piccole aziende operanti prevalentemente
nel settore artigianale dalla lavorazione del legno alla produzione e
lavorazione di prodotti gastronomici tipici della Valsugana; dalla lavorazione
del ferro alla produzione di audiovisivi etc. Attualmente gli occupati
nelle aziende del paese sono circa 1300.
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Cartiera
di Scurelle - Anni '20
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LE CHIESE
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Chiesa
di Santa Maria Maddalena
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S. Maria
Maddalena
E' risaputo
che la Valsugana fu una delle prime valli del Trentino ad essere evangelizzata.
Pare storicamente accertato che già nel terzo secolo d.c. vi fossero
in Valsugana dei nuclei cristiani.
La prima notizia certa circa l'esistenza di una chiesa a Scurelle risale
al 1312, costruita probabilmente sul luogo ove ora sorge la chiesa parrocchiale
dedicata a S. Maria Maddalena; venne ampliata nel periodo del Concilio
di Trento come testimonia la data incisa su una delle mensole in granito
che sorreggono il tetto a protezione dell'odierna entrata Nord. Nel 1822
venne demolita e completamente ricostruita. Fu inaugurata nel 1827. L'antico
campanile in stile gotico alpino, mantenuto nonostante il totale rifacimento
della chiesa del 1822, venne purtroppo distrutto durante i bombardamenti
della prima Guerra Mondiale. L'attuale possente campanile granitico venne
edificato nel 1924. Durante il primo conflitto mondiale anche la chiesa
parrocchiale venne incendiata subendo ingenti danni. Rimasero in piedi
solamente le mura perimetrali ma la caparbietà della gente di Scurelle
rientrata in paese dopo la fine della guerra, permise la riapertura al
culto della chiesa nel 1922.
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Chiesa
di San Valentino
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S.Valentino
Sul cocuzzolo
a Nord del paese, sotto gli speroni rocciosi sui quali si erigono i pochi
resti delle mura dell'antico Castel Nerva, sorge la piccola chiesa dedicata
ai Santi Martino e Valentino. La prima notizia circa l'esistenza di questa
chiesetta risale al 1517 ma nel corso degli ultimi restauri operati nel
2000, sono emersi alcuni elementi che fanno ritenere la sua costruzione
molto più antica, verso la fine del 1300.
Come testimonia la data incisa sull'arco trionfale al suo interno, nel
1648 la chiesa subì dei restauri; in particolare venne rialzata
e furono aggiunte così le finestre laterali verso Sud. Anche il
campanile fu di conseguenza alzato. A circa metà altezza delle
pareti Ovest e Sud del campanile, nel corso dei restauri avvenuti negli
ultimi anni, sono venute alla luce delle bifore in pietra che confermano
l'originaria fattezza molto più ridotta rispetto all'attuale.
Durante la peste del 1600, la chiesa divenne lazzareto del paese. Si ritiene
che in questo periodo gli affreschi sulle pareti interne vennero coperti
da molti strati di calce apposta di tanto in tanto per disinfettare i
locali. Secondo quanto affermato in un manoscritto del dopoguerra, a seguito
dei bombardamenti della Prima Guerra Mondiale, i vari strati di calce
si staccarono dalle pareti mettendo in luce numerosi affreschi. Stando
sempre alle indicazioni fornite in questo manoscritto, il parroco di allora
fece togliere definitivamente queste pitture poiché ritenute indecenti,
conservando solo l'immagine del martirio di S. Sebastiano, ancor oggi
visibile e perfettamente conservato.
In un documento redatto nel 1903 in occasione della visita della Commissione
delle Belle Arti di Vienna, viene fatta una minuziosa descrizione degli
interni e dello stato di conservazione degli affreschi esterni; in particolare,
il soffitto interno a cassettoni lavorati e dipinti si presentava di notevole
pregio così come l'altare maggiore in legno finemente lavorato
e decorato d'oro, dono di Maria Teresa d'Austria. Tutto questo venne incendiato
e distrutto durante la Prima Guerra Mondiale.
Durante gli ultimi restauri, sono stati ripuliti e consolidati anche gli
affreschi esterni che, a causa dell'incuria subita negli anni del dopo-guerra,
si erano molto deteriorati. Sulla parete Sud del campanile vi è
un grande affresco che raffigura S.Cristoforo, patrono dei viandanti e
dei pellegrini. A fianco si trova l'affresco, forse il più antico,
che ritrae la Madonna sul trono col Bambino Gesù in braccio.
Accanto alla porta d'entrata, si trova l'affresco di epoca posteriore
( 1500 circa) raffigurante la scena di S.Martino che dona il mantello
al povero. La parte dove era ritratto il povero è stata cancellata
per lasciare il posto al portale aperto durante i lavori di ampliamento
del 1648. All'estremità destra della facciata si trova una meridiana.
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San
Martino
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Madonna
con bambino
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S.Gaetano
La chiesa
di S.Gaetano, posta poco distante dalla Piazza Maggiore, è stata
costruita nel 1715.
Completamente distrutta dalla Prima Guerra Mondiale, conserva ancora l'originario
portale in marmo bianco e rosso. Rimasta chiusa per parecchi anni, è
stata recentemente restaurata e riaperta al culto.
S. Maria
Ausiliatrice
Costruita
agli inizi degli anni '30, si trova nei pressi del Rifugio Carlettini
in Valcampelle

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