|

Segnaletica
sul terreno
Strada
forestale Cenon di Sopra, Val de Pra - Sentiero libero - Sentiero
SAT n°333.
|
Punti
d'appoggio
Malga Cenon di Sopra, Malga Val de Prà, Bivacco Argentin,
Malga Primaluna, Malga Primalunetta
|
|
Descrizione del percorso
Dal
parcheggio in loc. Cappella degli Alpini (m 1336) si precorre
la strada asfaltata in direzione della Malga Cenon di Sotto
tenendo sempre la sinistra fino al bivio presso il ponte di
legno sul Rio Rudole. Quì si prende la strada forestale
asfaltata che sale a Malga Cenon di Sopra (m 1520) per proseguire
poi fino a Malga Valdeprà (m1755). 1 h 30' In corrispondenza
della curva a sinistra all'inizio del campivolo della Malga
Valdeprà, si imbocca a sinistra il sentiero che, dopo
un breve tratto in salita, comodamente porta alla casara della
Malga (privata) . In corrispondenza del cancello d'entrata della
proprietà privata, si prende il sentiero privo di segnaletica
che sale a sinistra. Dopo una serie di tornanti ora in bosco
ora nel prativo canalone che scende dalla vetta di Cima Cenon,
il sentiero attraversa in lieve pendenza tutto il fitto costone
boscoso ai piedi della cima per giungere al piccolo prato dell'Aia
Patissi (m 2002). Qui si piega a destra imboccando il ripido
sentiero che, attraverso gli ultimi larici del bosco divenuto
ora ormai rado, conduce al dolce crinale erboso che porta verso
la vetta.
Mantenendosi sul lato Nord con vista sulla sottostante selvaggia
valle delle Rudole-Tavarade, si trovano le prime tracce dei
resti delle postazioni militari della prima Guerra Mondiale:
caverne e resti di terrazzamenti. Si giunge così alla
croce di Cima Cenon (m 2278) dalla quale il panorama che si
apre a 360 gradi è sublime. 2 h. Si percorre ora il comodo
crinale di vetta attraverso una mulattiera militare fino ad
un'ampia forcella che collega la Cima Cenon a Croz Primalunetta.
Si incomincia a salire quindi verso quest'ultima cima fino ad
una sorta di porta di ingresso dagli stipiti di pietre ancora
perfettamente sovrapposte ed incastonate l'una con l'altra.
Oltre si apre un lungo corridoio fiancheggiato dai resti di
numerose baracche militari dai muri a secco ancora perfettamente
conservati. Si percorre l'intera valletta fortificata fino ad
imboccare una mulattiera militare che intrecciandosi con una
trincea ancora ben conservata, porta in breve alla vetta del
Croz Primalunetta (m 2304). 30'. Si percorre quasi interamente
il suo crinale fino all'imbocco di un ripido canalone erboso
sul versante Sud del Croz Primalunetta. Qui si scende lungo
i resti di una mulattiera che, dopo alcuni tornanti, porta in
breve alla loc. Buse di Pilo (m 2106). A circa metà di
questo canalone, sul lato destro a scendere, si trova una ampia
caverna in roccia della Prima Guerra che costituisce l'unico
ricovero della zona di vetta, comodo riparo in caso di maltempo.
Alla base del canalone, sempre seguendo la mulattiera che ora
si fa più evidente e ben conservata, si piega verso sinistra
fino a giungere alla Forcella di Caldenave (m 2190). 30'. Qui
si incrocia il sentiero per l'ippotrekking che, collega la Val
Ravetta al sentiero SAT Caldenave-Monte Tauro, attraversando
la testata della Val delle Rudole-Tavarade. Si imbocca quindi,
verso destra, questo sentiero che sale tagliando i ripidi ghiaioni
del versante Sud del Tombolin di Caldenave ( m 2319) fino ad
arrivare ad una prima radura erbosa dalla quale si gode di un'ottima
vista sulla valle di Rava con i suoi tre laghi e le sue malghe
di Rava di Sopra, Ravetta e Ravetta di Sopra ormai abbandonate.
30'. Dominano, sul versante opposto di questa valle, le imponenti
pareti granitiche di Cimon Rava (m 2397), Tombolin di Rava (m
2281), Cima del Frate (m 2351) e Monte Castelletto (m2337).
Prima di immettersi sul sentiero SAT, sulla sinistra, si trovano
i resti delle mura del terrazzamento sul quale sorgeva il Comando
dell'84° fanteria, distinguibili per il particolare colore
bianco dei suoi sassi quarziferi.
Imboccato il sentiero SAT, si prosegue verso destra su una mulattiera
della Grande Guerra passando a fianco dei resti della chiesetta
costruita dai soldati dell'84° Fanteria durante l'inverno
del 1916. Di lato alla porta d'entrata stava una statua di S.
Pietro alta circa 2 metri scolpita dall'artista Capitano Augusto
Gardelli di Forlimpopoli. Di quella statua è rimasto
conservato solamente il busto, recuperato negli anni 70. Della
chiesetta esiste ora appena un pilastro della porta d'entrata
ed il piedistallo in granito che sorreggeva il S. Pietro. Fra
le macerie della chiesetta, il Gruppo Alpini di Strigno ha eretto
un piccolo monumento ai caduti con una lapide commemorativa.
Poco più a monte della mulattiera si trovano i numerosi
resti della "cittadella militare" ove era attestato
il battaglione dell'84° Fanteria. Oltrepassato questo breve
tratto in salita, raggiunta la sommità del Monte Tauro,
il sentiero diventa pianeggiante ed attraversa tutta la grande
radura erbosa della tozza cima di questo monte. 30'.
Si scende quindi sempre sull'enorme prato che si affaccia come
un balcone sulla Valsugana fino a giungere al Bivacco Argentin
(m 2165). 30'. Da quì si prosegue, sempre in comoda discesa,
fino a Forcella del Dogo (m 1972) piegando poi a destra per
arrivare a Malga Primaluna (m 1842). 30'.
Il sentiero ora si immerge in un fitto bosco di larici ed abeti
fino ad entrare nel campivolo di Malga Primalunetta giungendo
infine alla caratteristica chiesetta dedicata a S.Bartolomeo
(m 1722). 30'
Da qui si scende dapprima su una stradina sterrata e dopo sulla
strada forestale che si aveva percorso nel tragitto di andata
e che passando per Malga Valdeprà e Cenon di Sopra riporta
al piazzale di partenza. 1 h.
|
|