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Sabato 29 Aprile 2017

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Cenni Storici

Il paese di Scurelle si trova in una splendida posizione naturale, in una delle anse più ampie dell'intera Valsugana. In posizione interamente pianeggiante con ottima esposizione a Sud, Scurelle sorge ai piedi della collina che sale dolcemente fra prati e castagneti fino alle pendici di Monte Cima.
Definito da sempre " La Nizza della Valsugana" proprio per la sua fortunata posizione, si è ritenuto che il centro abitato sia sorto in epoca molto antica; nelle sue vicinanze furono infatti trovati frammenti di vasi fatti risalire al V° sec A.C.
La nascita e lo sviluppo di questo primo embrione di vita comunale si localizzano nella zona ad Est del Torrente Maso, basati soprattutto sulla pastorizia, sull'alpeggio e sull'uso del patrimonio boschivo.
Non si conosce il nome primitivo dato all'insediamento ma si ritiene che il significato di quello attuale derivi dalla parola latina Scura,ae che significa stalla, scuderia.
Il paese era dominato dal "Castelliere o Castellare", fortificazione difensiva e di controllo nelle cui vicinanze passava un'importante via di comunicazione ritenuta da numerosi studi storici la Via Claudia Augusta Altinate.
Questa altura a Nord del paese occupata da una piccola frazione è denominata ancor oggi Castellare. Sullo sperone di roccia che da questa località domina la pianura di Scurelle, sorgeva il Castel Nerva denominato anche Castello di S. Martino, distrutto nel 1365 durante la guerra tra i conti del Tirolo e Francesco da Carrara. Al suo posto sorge ora una casa di abitazione privata ma alla base delle mura perimetrali si scorgono ancora i resti di archi e delle antiche mura del castello.
Durante le invasioni barbariche i paesi della Valsugana subirono la dominazione longobarda e più tardi furono teatro di guerra tra guelfi e ghibellini.
La famiglia dei Conti di Scurelle che esercitarono il potere sul paese, ebbe dopo queste vicende rapida decadenza e già intorno a 1310 non comparivano più nelle vicende storiche del paese.
Le molte guerre e le continue dominazioni che si susseguirono nel tempo causarono un diffuso malcontento fra la popolazione suscitando anche tentativi di rivolta.
Intorno al sedicesimo secolo finalmente si arriva ad un periodo di relativa calma durante il quale nel paese si sviluppa una notevole intraprendenza agricola commerciale ed industriale.
Il territorio era uno dei più fertili della Valsugana e la sua posizione pianeggiante favoriva gli scambi e la nascita dei primi nuclei produttivi.
Nasceva di conseguenza la necessità di porre un ordinamento normativo all'interno della comunità per regolamentare la vita sociale e tutelare nel contempo gli interessi sia pubblici che privati.
Risale al 9 novembre 1552 la prima stesura scritta della "Regulae Communitatis Scurellarum" meglio conosciuta come "Carta di Regola" del Comune di Scurelle, una sorta di vero e proprio codice legislativo che pare esistesse già da tempo e che finora era stato tramandato oralmente.
E' la più antica delle Regole della Valsugana; l'introduzione e la conclusione sono scritte in latino mentre il testo è compilato in volgare e si divide in tre parti:
La Regola del Piano che comprende gli ordinamenti e le prescrizioni riguardanti i prati ed i campi coltivati, gli animali, e le piante.
La Regola del Monte che comprende gli ordinamenti riguardanti i boschi ed i pascoli.
La terza parte riguarda le disposizioni sulle tasse.
Per ogni norma contenuta in questi tre capitoli, la Regola prevedeva anche le sanzioni in caso di inosservanza.
La versione originale della Carta di Regola del 1552 andò distrutta mentre esiste ancora una splendida copia del 1686, fedele riproduzione dell'originale. Il Codice di carta pecora ancora ben conservato, fu redatto in occasione della "riconferma" del 2 ottobre 1689, una sorta di revisione del testo normativo, effettuata da Carlo duca di Latoringia. Fu pure riconfermata nel 1750 da Maria Teresa d'Austria.
Della fine del 1600 è uno dei pochi monumenti risparmiati dalla devastazione subita dal paese durante la Prima Guerra Mondiale: una splendida fontana in calcare bianco e rosa esistente all'interno del cortile di casa Micheli (Biargi) in Via Poltacchini, ai piedi dell'altura sulla quale si trova la chiesetta di S.Valentino.

 

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Fontana Casa Biargi

Del 1660 è la costruzione del "Roccolo", un capannno di caccia probabilmente anticamente di proprietà dei signori di Ivano che si trova in località Lagarine nei pressi dell'odierna Zona Artigianale. Molto interessanti sono i bassorilievi al suo interno rappresentanti scene di caccia.
Intorno al 1700 grande importanza ebbe la coltivazione del gelso e l'allevamento del baco da seta tantochè verso la metà del secolo sorgeva un fiorente filatoio ad opera dei fratelli Ferrari di Bassano.
In seguito, accanto al filatoio venne aggiunta una cartiera che produceva carta pregiata grazie all'ottima qualità della sorgente d'acqua esistente nei pressi dello stabilimento.
Lungo il corso della roggia industriale che attraversa tutt'oggi il paese, sorsero anche un'officina di fabbro ferraio, dall'inizio del 1900 di proprietà della famiglia Rigotti. L'officina è ancora perfettamente conservata ed i suoi macchinari sono mossi ancora grazie alla forza dell'acqua.
Sempre lungo il corso della Roggia fu costruito anche un molino ed una segheria oltre a due centraline per la produzione di energia elettrica.
Questo fervore industriale portò un certo benessere in paese che fu però interrotto dalle grandi inondazioni del 1825 e del 1882 che provocarono grandi danni agli stabilimenti ed alla campagna cosicchè molti furono costretti ad emigrare verso terre anche molto lontane: Stivor, Argentina, Vorarlberg
Agli inizi del 1900 le attività economiche-industriali ripresero con rinnovato vigore ma furono subito interrotte da un evento catastrofico: lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Il paese di Scurelle che finora aveva fatto parte dell'Impero Austro-ungarico si venne a trovare proprio nel mezzo dei due fuochi dal maggio del 1915, data dell'entrata in guerra dell'Italia, al novembre 1917 quando, a seguito della disfatta di Caporetto, le truppe italiane si ritirarono sul Monte Grappa.
Completamente incendiato e distrutto dai bombardamenti, il paese, al termine del conflitto, si presentava come una desolante distesa di cumuli di macerie, tanto che venne definito dallo storico Ottone Brentari, "il cimitero del Trentino" .
Già nei primi anni '20 il paese venne completamente ricostruito e con esso anche gli stabilimenti industriali che ripresero la loro produzione limitando così in qualche modo il fenomeno dell'emigrazione.
Nel 1928, a seguito di un decreto del governo di Mussolini, il paese perse la sua autonomia venendo aggregato al Comune di Strigno. Avverso questa decisione tutto il paese insorse ma senza poter fare niente per il ferreo controllo del regime.
La coraggiosa marcia delle donne di Scurelle che, in corteo si recarono a Borgo presso il Consiglio Federale del Fascio, riuscì a portare all'Amministrazione separata , ma solo nel 1946, dopo la caduta del fascismo, si ritornò alla completa autonomia comunale.
Dopo l'ultima guerra il paese ebbe un graduale e notevole sviluppo economico e sociale. Accanto alla ormai secolare presenza dell'industria cartaria sono sorte in paese numerose altre aziende la maggiore delle quali opera nella produzione di serramenti in plastica. Negli ultimi vent'anni si sono affiancate numerose altre piccole aziende operanti prevalentemente nel settore artigianale dalla lavorazione del legno alla produzione e lavorazione di prodotti gastronomici tipici della Valsugana; dalla lavorazione del ferro alla produzione di audiovisivi etc. Attualmente gli occupati nelle aziende del paese sono circa 1300.

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Cartiera di Scurelle - Anni '20

 


LE CHIESE

 

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Chiesa di Santa Maria Maddalena

S. Maria Maddalena

 

E' risaputo che la Valsugana fu una delle prime valli del Trentino ad essere evangelizzata. Pare storicamente accertato che già nel terzo secolo d.c. vi fossero in Valsugana dei nuclei cristiani.
La prima notizia certa circa l'esistenza di una chiesa a Scurelle risale al 1312, costruita probabilmente sul luogo ove ora sorge la chiesa parrocchiale dedicata a S. Maria Maddalena; venne ampliata nel periodo del Concilio di Trento come testimonia la data incisa su una delle mensole in granito che sorreggono il tetto a protezione dell'odierna entrata Nord. Nel 1822 venne demolita e completamente ricostruita. Fu inaugurata nel 1827. L'antico campanile in stile gotico alpino, mantenuto nonostante il totale rifacimento della chiesa del 1822, venne purtroppo distrutto durante i bombardamenti della prima Guerra Mondiale. L'attuale possente campanile granitico venne edificato nel 1924. Durante il primo conflitto mondiale anche la chiesa parrocchiale venne incendiata subendo ingenti danni. Rimasero in piedi solamente le mura perimetrali ma la caparbietà della gente di Scurelle rientrata in paese dopo la fine della guerra, permise la riapertura al culto della chiesa nel 1922.


 

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Chiesa di San Valentino

S.Valentino

 

Sul cocuzzolo a Nord del paese, sotto gli speroni rocciosi sui quali si erigono i pochi resti delle mura dell'antico Castel Nerva, sorge la piccola chiesa dedicata ai Santi Martino e Valentino. La prima notizia circa l'esistenza di questa chiesetta risale al 1517 ma nel corso degli ultimi restauri operati nel 2000, sono emersi alcuni elementi che fanno ritenere la sua costruzione molto più antica, verso la fine del 1300.
Come testimonia la data incisa sull'arco trionfale al suo interno, nel 1648 la chiesa subì dei restauri; in particolare venne rialzata e furono aggiunte così le finestre laterali verso Sud. Anche il campanile fu di conseguenza alzato. A circa metà altezza delle pareti Ovest e Sud del campanile, nel corso dei restauri avvenuti negli ultimi anni, sono venute alla luce delle bifore in pietra che confermano l'originaria fattezza molto più ridotta rispetto all'attuale.
Durante la peste del 1600, la chiesa divenne lazzareto del paese. Si ritiene che in questo periodo gli affreschi sulle pareti interne vennero coperti da molti strati di calce apposta di tanto in tanto per disinfettare i locali. Secondo quanto affermato in un manoscritto del dopoguerra, a seguito dei bombardamenti della Prima Guerra Mondiale, i vari strati di calce si staccarono dalle pareti mettendo in luce numerosi affreschi. Stando sempre alle indicazioni fornite in questo manoscritto, il parroco di allora fece togliere definitivamente queste pitture poiché ritenute indecenti, conservando solo l'immagine del martirio di S. Sebastiano, ancor oggi visibile e perfettamente conservato.
In un documento redatto nel 1903 in occasione della visita della Commissione delle Belle Arti di Vienna, viene fatta una minuziosa descrizione degli interni e dello stato di conservazione degli affreschi esterni; in particolare, il soffitto interno a cassettoni lavorati e dipinti si presentava di notevole pregio così come l'altare maggiore in legno finemente lavorato e decorato d'oro, dono di Maria Teresa d'Austria. Tutto questo venne incendiato e distrutto durante la Prima Guerra Mondiale.
Durante gli ultimi restauri, sono stati ripuliti e consolidati anche gli affreschi esterni che, a causa dell'incuria subita negli anni del dopo-guerra, si erano molto deteriorati. Sulla parete Sud del campanile vi è un grande affresco che raffigura S.Cristoforo, patrono dei viandanti e dei pellegrini. A fianco si trova l'affresco, forse il più antico, che ritrae la Madonna sul trono col Bambino Gesù in braccio.
Accanto alla porta d'entrata, si trova l'affresco di epoca posteriore ( 1500 circa) raffigurante la scena di S.Martino che dona il mantello al povero. La parte dove era ritratto il povero è stata cancellata per lasciare il posto al portale aperto durante i lavori di ampliamento del 1648. All'estremità destra della facciata si trova una meridiana.

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San Martino
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Madonna con bambino




S.Gaetano

La chiesa di S.Gaetano, posta poco distante dalla Piazza Maggiore, è stata costruita nel 1715.
Completamente distrutta dalla Prima Guerra Mondiale, conserva ancora l'originario portale in marmo bianco e rosso. Rimasta chiusa per parecchi anni, è stata recentemente restaurata e riaperta al culto.

 

S. Maria Ausiliatrice

Costruita agli inizi degli anni '30, si trova nei pressi del Rifugio Carlettini in Valcampelle

 

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