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La
Val Campelle

Interamente
solcata dal Torrente Maso, uno dei maggiori affluenti di sinistra del
fiume Brenta, la Val Campelle costituisce un corridoio naturale di congiunzione
fra la Catena del Lagorai e la Valsugana. A quota 1000 metri s/m, in loc.
Pontarso, la Valle che risale dalla loc. Ponte di Carzano, si ramifica
in due direzioni: la Val Calamento che piega verso ovest, percorsa dal
Torrente Maso di Calamento e la Val Campelle che piega verso Est, percorsa
dal torrente Maso di Spinelle. Sul versante orografico destro sale da
Telve la strada provinciale della Val Calamento che, valicato il Passo
Manghen, prosegue attraverso la Val Cadino fino a Molina di Fiemme. Da
Scurelle, in corrispondenza degli stabilimenti industriali della Cartiera
e del Lanificio, sale la strada per la Val Campelle. Oltrepassato l'abitato
delle Pianezze, la strada si congiunge con la provinciale che sale da
Strigno e Spera . Dove la strada inizia a salire si entra in uno splendido
lariceto fino a giungere,
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Capitello
Madonna delle Cenge
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dopo circa due chilometri, alla Loc. Cenge, un vertiginoso punto panoramico
sui paesi di Borgo Valsugana, Carzano e Telve e sull'ultimo tratto del
corso del torrente Maso prima della sua confluenza con il fiume Brenta.
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Anni
'50 - Località Cenge - Costruzione strada della Val Campelle
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La
strada si fa ora pianeggiante passando fra superbi tigli , faggi e betulle.
Dopo un breve tratto in salita, si arriva alla loc. Brentana. Da una caratteristico
ponte in legno, si può ammirare in tutta la sua bellezza la Cascata
che il Rio Brentana compie dopo aver unito a sé le acque che scendono
da Val de Prà e da Primaluna.
Attraverso un corridoio di possenti faggi, la strada arriva al Rifugio
Crucolo, locale la cui origine si perde nel tempo, molto rinomato per
la sua cucina a base di piatti tipici locali e il Parampampoli, un'antica
bevanda alcolica servita alla fiamma.
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Cascata
Brentana
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Rifugio
Crucolo
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Qui la strada si ramifica in due tronconi: a destra l'antica strada di
accesso alla Val Campelle sale ripida passando per loc. Bianchi fino alla
Malga di Cenon di Sotto; a sinistra la strada asfaltata realizzata negli
anni '70 che in breve porta ai Prai Tomei, porta di accesso alla Valcampelle,
ove si aprono le prime distese prative con le caratteristiche "baite"
in legno e sasso a vista.
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Ingresso
Val Campelle
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Prai
Tomei
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Baite
Perdina
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Prai
Tomei d'Inverno
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Dopo circa un chilometro, si giunge al campivolo della Malga di Cenon
di Sotto dal quale si apre la vista sulle varie malghe della valle fino
al Passo Cinque Croci, estremità Nord del territorio del Comune
di Scurelle.
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Cenon
di Sotto
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Continuando la strada asfaltata si giunge alla località Rifugio
Carlettini, attualmente in ristrutturazione. Nei pianeggianti boschi che
da qui fino alla località Ponte di Conseria costeggiano il greto
del torrente Maso, si trovano delle aree di sosta ed aree attrezzate per
pic-nic, realizzate in questi ultimi anni dal Servizio Ripristino e Valorizzazione
ambientale della Provincia Autonoma di Trento.
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Area
attrezzata presso Ponte Conseria
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A trecento metri dall'ultima area di sosta in prossimità del Ponte
Conseria, immersa in un verde pascolo a 1462 metri s/m si trova Malga
Casarina. Completamente ristrutturata nel 2000, questa malga si presenta
attrezzata con le più moderne strutture per la lavorazione del
latte prodotto in loco da bestiame bovino pur conservando le caratteristiche
strutturali degli antichi edifici della Valle come i muri esterni in pietra
a vista e la copertura in scandole di legno di larice.
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Malga
Casarina
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Nei
locali della malga si trova ora un funzionale agritur dove si possono
gustare i piatti tipici della cucina trentina e degustare i formaggi della
malga.
Fino agli anni '60 tutte le sette malghe di proprietà del Comune
di Scurelle erano "caricate" con bestiame proveniente dal paese.
Malga Conseria, Malga Casarina di dentro, Malga Casarina di fuori, Malga
Cenon di Sotto, Malga Caldenave, Malga Cenon di sopra, Malga Valdeprà
rappresentavano per la popolazione del paese una delle principali fonti
di reddito. Ogni famiglia del paese possedeva una stalla in cui allevava
qualche capo di bestiame che permetteva di fornire il latte e la carne
necessari per il sostentamento. Con lo sviluppo della frutticoltura nella
zona della Bassa Valsugana, la progressiva industrializzazione del paese
e la nuova politica zootecnica tesa ad incentivare la creazione di stalle
di parecchi capi, dalle caratteristiche fisiche e strutturali inadatte
all'alpeggio, tutte le piccole stalle disparse nel paese, una ad una,
vennero a scomparire, determinando un progressivo abbandono dei pascoli
di montagna. Attualmente, dopo anni di incuria, grazie ad una nuova politica
di incentivazione tesa al recupero dei pascoli di montagna, alcune malghe,
Cenon di Sopra e Cenon di Sotto e Malga Casarina (agritur) sono tornate
ad essere "caricate" con bovine da latte ed è stata ripresa
presso le loro strutture la produzione dei prodotti tipici quali formaggio,
burro e ricotta.
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Le
malghe di proprietà dei baroni Buffa esistenti nella valle del
Montalon conservano ancora l'originaria tipologia delle baite di un tempo.
Al basamento costruito con sassi a secco si sovrappone la struttura lignea
costituita da travi intrecciati tra loro. La copertura era originariamente
in scandole di larice o abete. Presso Malga Montalon l'acqua che arriva
alla ruota del mulino è ancora portata da un lungo canale interamente
scavato nel legno.
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Malga
Zoppetto
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Malga
Montalon
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